3°Festival Internazionale “Roma Città Aperta”

Pochi giorni ancora e si apre il palcoscenico sul 3° Festival Internazionale di Scacchi “Roma Città Aperta”.

Questa manifestazione ha sancito il ritorno dei grandi scacchi nella Capitale dopo troppi anni di assenza. Oggi possiamo affermare senza false modestie che Roma Città Aperta è “il torneo di Roma”,il più importante nella Capitale e uno dei maggiori in Italia e ci auguriamo possa essere sentito e vissuto come il proprio da tutti gli scacchisti romani; del resto è con tale obiettivo che lo progettammo nel 2016.

Dal 2 al 9 dicembre sono previsti un torneo A, uno B, uno “Under 16” di qualificazione CIG, da ultimo ci sarà un “Blitz FIDE” il giorno 9. Sede di gioco è l’Hotel Eurostars Roma Aeterna in Piazza del Pigneto 9/A. 9 i turni di gioco (7 per l’Under 16). Direttore di gara è Piero Arnetta.

Nelle due edizioni precedenti la manifestazione ha saputo confermarsi sia come numero di partecipanti (mediamente 170) sia nel suo carattere internazionale (presenti giocatori provenienti da 30 nazioni e 4 Continenti) con un tasso tecnico molto alto (12 i Grandi Maestri e 8 i Maestri Internazionali presenti in media nelle due edizioni precedenti, con una media Elo dei primi 15 di tabellone di circa 2540 punti).

Anche quest’anno confermeremo sicuramente (considerando le pre-iscrizioni) la performance degli anni precedenti. Nuovi forti campioni e vecchie conoscenze,ormai nostri amici, si contenderanno il titolo sulle sette scacchiere elettroniche di cui disponiamo e che permetteranno di seguire online le partite sul nostro sito www.scuolapopolarediscacchi.com e su altri siti specializzati.

Nel 2017 vinse nel gruppo “A” il GM turco Emre Can, davanti a Bogner, Solodovnichenko, Liang eBracker.

Ma, come amiamo sempre ripetere, per noi della Scuola Popolare, gli Scacchi non sono solo un gioco o uno sport, sono molto di più; quindi permettetemi di spiegare perché “Roma Città Aperta” e perché al Pigneto.

Gli organizzatori (la Scuola Popolare di Scacchi di Roma) hanno voluto far proprio il motto della Federazione Scacchistica Internazionale “Gens Una Sumus”, parole che oggi suonano sempre attuali ma che necessitano di una nuova riaffermazione.Il fine di “Roma Città Aperta” è proprio questo: sottolineare lo spirito di accoglienza e fratellanza che anima noi organizzatori, che ha animato la Città nei periodi più difficili della sua storia e che speriamo la animino ancora nel difficile tempo presente.

Al Pigneto perché questo quartiere popolare di Roma, attualmente uno dei luoghi della “movida” romana, rimane orgoglioso della sua Storia. Oggi le decine di stradine, spesso nascoste, sono piene di ristoranti dove assaporare la vera cucina romana e di osterie dove bere un buon vino con gli amici. Ma questa borgata, sorta senza un piano regolatore e cresciuta disordinatissima con l’immigrazione povera del centro sud e ai nostri giorni con l’immigrazione dai paesi più poveri del globo, ha la sua anima ancora nel susseguirsi di orti, casette e officine che ne fecero a suo tempo la casa del proletariato e dei poveri manovali a giornata, che per sfuggire alla legge ed evitare l’abbattimento dovevano costruire la casa in una notte.

E mentre Roma con il boom economico cambiava la fisionomia delle periferie con palazzoni e prati incolti, il Pigneto rimaneva un’isola destinata ad attrarre i Grandi Maestri del neorealismo italiano e a trasformarsi in un gigantesco set a cielo aperto. In Via Montecuccoli, Rossellini girava appunto il capolavoro “Roma Città Aperta”, le limitrofe Via Alberto da Giussano e Via Fanfulla da Lodi venivano scelte da Luchino Visconti per “Bellissima” con Anna Magnani, e da Pier Paolo Pasolini con “Accattone”,mentre l’esigenza degli ultimi della società di costruire in una notte la loro baracca veniva raccontata da De Sica ne “Il tetto”. Tutto questo rimane oggi nella edilizia rimasta fedele alle origini, nelle numerose targhe che ricordano il tributo di sangue che questo quartiere versò per la Libertà come covo (e non poteva essere altrimenti) dei Partigiani e della Resistenza, nei murales che spuntano un po’ ovunque, nella multi etnicità che lo caratterizza nei giorni nostri.

Scriveva Pasolini: “Erano giorni stupendi, in cui l’estate ardeva ancora purissima, appena svuotata un po’ dentro, dalla sua furia. Via Fanfulla da Lodi, in mezzo al Pigneto, con le casupole basse, i muretti screpolati, era di una granulosa grandiosità, nella sua estrema piccolezza”.

E’ con questo spirito che vi attendiamo, nella consueta cornice dello Hotel Eurostars Roma Aeterna, facendovi giocare un torneo di alto livello all’altezza della grandezza e bellezza della nostra amata città, in uno dei quartieri romani più sinceri e popolari.

Alle competizioni sportive (Festival, Blitz, Campionato a squadre CSEN) per le quali rimando al nostro sito: www.scuolapopolarediscacchi.it (vi ricordo che le iscrizioni sono ancora aperte), si affiancheranno le molte iniziative collaterali organizzate.

Innanzitutto la proiezione del film (preceduto da una breve presentazione dello storico Davide Conti) “Roma Città Aperta” del 1945, diretto da Roberto Rossellini con Anna Magnani e Aldo Fabrizi, vincitore al Festival di Canne 1946, dove ottenne il Gran Prix come miglior film. Quel film ricevette una candidatura al Premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale e vinse due Nastri d’argento perla migliore regia e la migliore attrice non protagonista (Anna Magnani). È stato in seguito inserito nella lista dei migliori 100 film da salvare e oggi disponiamo finalmente della sua versione restaurata.

Poi segnalo la presentazione di libri, la lettura di poesie,l’incontro tra educatori insegnanti e istruttori di scacchi, la mostra di quadri a tema scacchistico. Infine non mancheranno momenti di gioco ludico e di convivialità e amicizia.

Vi aspettiamo….

Massimo Carconi per la ASD Scuola Popolare di Scacchi di Roma

A Vignola, città degli scacchi

a cura di Andrea Giovannelli

Le premesse per un fine settimana memorabile c’erano tutte: i compagni di viaggio, il luogo particolare, condizioni meteorologiche accettabili, e ovviamente gli scacchi. Una nutrita compagine della Scuola Popolare lo scorso 9 novembre si trasferiva a Vignola per partecipare alla seconda edizione del Torneo Internazionale “Vignola Città degli Scacchi”. Oltre me raggiungevano la capitale mondiale delle ciliegie: Paolo Andreozzi, Andrea Bruni, Massimo Carconi, Lorenzo Palmucci, Ivano Pedrinzani. La prima emozione è quando, nel primo pomeriggio, dopo avere lasciato la Stazione dei treni e camminato per qualche minuto, mi imbatto in uno striscione pubblicitario del Torneo collocato in alto tra due palazzi. Lo striscione separa idealmente il centro storico dal resto della cittadina. “Ci siamo” dico tra me e me. In quel momento un pensiero va anche a chi avrebbe voluto esserci ma, per i più svariati motivi, non ha potuto. Proseguo e dopo poco arrivo in Piazza dei Contrari. C’è un prevedibile via vai di persone. Al centro, una scacchiera gigante, contornata da banchetti di prodotti gastronomici.  Sulla piazza affaccia la Rocca – sede dei Tornei A e B – simbolo per tutti i Vignolesi. Non è difficile capire il perché. Sono qui anche per lei: poco prima della partenza, sfogliando un mio libro d’arte, per puro caso mi ero imbattuto nelle immagini dei bellissimi affreschi della Cappella interna. Avrò modo di vederli, ma ora non c’è il tempo. Il mio obiettivo è assistere alla Conferenza sull’utilizzo degli scacchi in campo medico, che si preannuncia molto interessante. Seguo le indicazioni del Torneo A. Arrivo in una delle sale che ospiteranno i giocatori di livello magistrale. La  sala è tutta affrescata, rimango a bocca aperta. Scatto una foto. Proseguo, devo raggiungere la Conferenza e gli amici della Scuola. Incrocio un signore molto gentile che ha tutta l’aria di essere uno degli organizzatori. E’ Antonio Sfera che scoprirò poi essere uno degli arbitri del Torneo A. Ignaro del mio ELO mi accoglie come se fossi un giocatore di caratura internazionale e mi porta speditamente al Caffè Terzi, dove si sta concludendo il “Caffè dei campioni”, il primo evento in programma. Mi presenta a Carlo Alberto Cavazzoni, che insieme al figlio di Antonio, Mattia, è il cuore pulsante dell’evento. Carlo Alberto è un mito. Istruttore nell’accezione più ampia, in un arco di tempo almeno trentennale, ha insegnato scacchi a circa 25.000 allievi. Tutti a Vignola giocano a scacchi grazie a lui. Tra i pochi rimasti al Caffè c’è Rosario Lucio Ragonese. Ci conosciamo di vista. Lo saluto.Mi guarda e sembra volermi chiedere: “Ma che ci fai tu qui che campione non sei?!”. Grande Rosario Lucio. Con Antonio bevo un caffè eccellente. Usciamo emi dà indicazioni per raggiungere la Conferenza. Mi trovo a camminare a fianco di un simpatico signore che come me cercava di capire dove dirigersi. Pensando fosse un “collega” scacchista, mi rivolgo a lui: “Dicono che la Conferenza sia di alto livello”. Mi guarda, sorride. Scoprirò poco più tardi che si tratta del dottor Giovanni Malferrari, uno degli illustri relatori, specialista in Neurologia, Tossicologia Clinica e Farmacologia Applicata. Mi diverte pensare che avrei potuto dirgli: “Ora c’è la Conferenza, che palle!”. Poco prima dell’inizio, incontro finalmente gli amici della Scuola Popolare. Con loro un grande personaggio degli scacchi romani: Michele Blonna. Istruttore ormai affermato, e amato, non si stanca mai dire: “Bisogna studiare!”. Abbraccio anche lui.

La Conferenza, dal titolo “SCACCHIsticaMENTE” – evento curato da Carlo Alberto e dall’Università Libera Età “Natalie Ginzburg” – si rivela veramente interessante anche se si protrae oltre i tempi previsti. In sostanza le ricerche confermano gli effetti positivi del gioco degli scacchi sulla mente.Un scoperta originale che mi colpisce: con il passare degli anni il cervello del giocatore di scacchi mostra un accresciuto sviluppo di alcune aree e al contempo un ridotto sviluppo in altre. Al momento non è stata trovata una spiegazione di questo fenomeno.

Ed eccoci al primo turno. Sono iscritto al Torneo C, insieme a Massimo, Andrea e Lorenzo.  Paolo, Ivano e Michele sono al B. Siamo nelle sale interrate di Palazzo Barozzi, l’altra sede del Torneo, elegante palazzo rinascimentale del sesto secolo d.c. L’inizio era programmato per le 20:00 e sono già le 21:00; c’è qualche problema negli accoppiamenti perché si rifanno due volte. Nell’attesa riconosco volti noti. Quello di Alessandro Ruggiero, classe 2007, giocatore romano molto attivo e assai temibile; saluto il piccolo Giulio Laneve, anche lui del 2007, di Bologna; mi aveva battuto al Torneo Fideuram del giugno scorso. Ci sono i fratellini Glover, di Frascati Scacchi. Poco dopo le 21:30 finalmente partono gli orologi. Partita lunga lamia. Come spesso mi accade, finisco in Zeitnot. Vinco. Io e Andrea siamo tragli ultimi a lasciare la sala. È notte fonda. Sono stanco ma contento: ho appena battuto una Prima Nazionale. Andrea ha pattato. Lasciamo il Palazzo e per raggiungere il nostro alloggio, l’ostello Casale della Mora, attraversiamo un bosco che costeggia un fiume (Panaro), in un sentiero illuminato solo parzialmente. L’atmosfera è affascinante e inquietante al tempo stesso.

In stanza siamo io, Paolo, Massimo, Andrea e Michele. Sono tra i migliori compagni di stanza che si possono avere. Devo dire che la convivenza era iniziata con un filo di preoccupazione perché Paolo la prima notte si era presentato come un russatore di categoria nazionale. Michele, divertentissimo, lo invitava a fare silenzio dicendo shhhhhh. Ma per Paolo era solo un po’ di stanchezza accumulata il primo giorno.

Sabato c’è il primo derby della Scuola Popolare. Al secondo turno incontro Lorenzo. Ho il Nero. Abbandono alla 38-esima dopo una partita durissima per entrambi. Gli accoppiamenti del terzo turno prevedevano un secondo derby: quello tra me e Andrea Bruni. Da non crederci. Ci diciamo che a questo punto potevamo rimanere a Roma evitando di fare centinaia di chilometri. Ma le sorprese non sono finite. All’ultimo momento gli accoppiamenti vengono cambiati ancora. È Massimo il mio avversario. Ho il Bianco. Alle 15:30 parte l’orologio ma il Presidente non c’è. Dopo qualche minuto faccio quello che non avrei fatto con altri: esco e lo vado a cercare. Lo trovo che conversa amabilmente con altre persone.“Massimo, guarda che giochi con me!”, “Ma che dici?!”.

La partita con il Presidente ha per me un sapore tutto particolare. Massimo mi teme, lo so, ma il favorito è lui anche se obiettivamente è fuori allenamento sulle partite a tempo lungo. Nei mesi scorsi avevo avuto modo di incontrarlo più volte in partite rapid. So che con il Nero su e4 gioca la Siciliana Variante Najdorf, ma a volte sceglie un seguito che non trovo convincente. È quello che ripropone in questa partita. Alla 14-esima la prima svolta: il Nero perde un pedone. Dopo alcune mosse in cui continuo a giocare con precisione, Massimo colloca meccanicamente la Donna in a5, mossa presente in molti schemi della Siciliana la quale però, in un momento in cui il suo lato di Re avrebbe richiesto maggiori attenzioni, si rivela l’errore decisivo. “Ho perso molti punti ma sono contento che a guadagnarli sia tu” mi dice carinamente terminatala partita.

Dopo un’altra sconfitta, al quarto turno, Massimo abbandonerà il Torneo. È irremovibile. Dispiace a tutti ma personalmente è una scelta che rispetto anche perché il tempo libero guadagnato la domenica pomeriggio Massimo lo spenderà bene nella visita guidata alla Rocca. 

Ci racconterà di questa visita in termini entusiastici.  «Stupefacente  – ci dice Massimo –   la Cappella Contrari, autentico gioiello dell’arte tardogotica italiana. Commissionata da Uguccione Contrari, nobile ferrarese,signore del castello e delle terre del contado di Vignola dal 1401, fu affrescata attorno al 1425 da autori incerti.

Gli affreschi contengono scene tratte dai vangeli apocrifi che ci restituiscono una immagine della chiesa delle origini del tutto diversa da quella tramandata ufficialmente. Colpisce l’immagine di Cristo che scende negli inferi per trarre a se, per salvare Adamo ed Eva, raffigurati ormai anziani,  completamente nudi, ma ancora teneramente innamorati. Oppure la santissima Trinità raffigurata in un affresco “pezzo unico al mondo” con  Dio, Cristo e lo Spirito Santo aventi tre immagini umane di Gesù. Ancor più suggestivi sono gli affreschi che raffigurano Maria sempre in posizioni centrali mentre intrattiene e dà disposizioni per la diffusione del Verbo agli apostoli chiamati a diffonderlo in tutto il mondo. Maria è sempre in evidenza, quasi a sottolinearne il ruolo di vero Capo della chiesa delle origini, vera “Mater Ecclesiae”.

O ancora, Maria raffigurata nella sua Resurrezione, al pari del Cristo, mentre consegna la propria cintola a Tommaso, unico tra gli apostoli ad avere la rivelazione direttamente da Gesù nella paradossale generale incredulità degli altri apostoli. 

Così non stupisce come questi affreschi potessero esser considerati eretici e tali da mettere a repentaglio la vita stessa dei successori di Uguccione, proprietari della Cappella i quali per salvare se stessi e le opere dalla furia iconoclasta della chiesa ufficiale,  in tempo di Controriforma decisero di occultarne l’esistenza per ben due secoli, murando l’entrata della Cappella. Chiusura che oggi ci permette di ammirarli in un ottimo stato di conservazione rispetto ad altri affreschi presenti nella Rocca di Vignola. Infatti, solo dopo la fine del 1600 queste opere furono restituite,con la scoperta della Cappella e l’abbattimento della muratura dell’entrata, alla visione dei visitatori».  

Ma torniamo agli scacchi. Dopo  l’ultima partita, soddisfatto per il mio torneo e più rilassato, vado a curiosare dai campioni. Non molte le partite ancora in corso ma ce n’è una che sembra destare un’attenzione particolare. Al tavolo 4 c’è Francesco Sonis, con il Nero, neocampione europeo under 16, che affronta Anna Kantane, 23 anni. A giudicare dalla posizione sulla scacchiera mi chiedo se il gruppetto di persone accorse non sia lì più per ammirare l’avvenente giocatrice polacca. Il Bianco ha la Donna, due Cavalli, e tre pedoni; il Nero, la Donna, due Alfieri, quattro pedoni, di cui uno passato sulla colonna b. Sonis ha circa dieci minuti sull’orologio, mentre Kantane gioca solo sull’incremento. Il Bianco, nonostante lo Zeitnot, con molta pazienza muove i pezzi, avanzando e coordinando pian piano i due Cavalli verso il Re Nero, abbastanza protetto dai suoi pedoni.Anche il pedone f del Bianco avanza. A prima vista, in effetti la posizione contiene una stranezza: i due Alfieri Neri sono entrambi sull’ottava traversa,in d8 e in e8 e sembrano assistere impotenti all’avanzata dei pezzi Bianchi sul lato di Re. Improvvisamente accade qualcosa. Sicuramente un errore di Sonis. Siperde sempre per un errore, a tutti i livelli. Sembra incredibile ma è vero: mossa al Nero ma c’è un Matto di Donna imparabile, in h7! Possibile che non ci sia difesa?! mi chiedo. Mi giro verso gli altri: sono impietriti. Sonis comincia a scuotere la testa. Non crede ai propri occhi. Ovviamente non deve verificare ulteriormente, ma si starà chiedendo come sia potuto accadere e perché. Passa ancora qualche minuto e abbandona. Un Finale drammatico che ci ricorda, semmai ve ne fosse bisogno, la bellezza e la crudeltà di questo gioco.

Ed eccoci alla cerimonia conclusiva. Carlo Alberto chiama sul palco anche Massimo,perché il Torneo “Roma Città Aperta”, che si disputerà dal 2 al 9 dicembre, è gemellato con quello di Vignola. È un piacere vederli uno di fianco all’altro ancora una volta. Massimo e Carlo Alberto (e i loro collaboratori) sono un pezzo del movimento scacchistico in Italia oggi. Non importa quanto grande,perché, se mi consentite, le azioni di un uomo, quando il fine è nobile, non si giudicano dai risultati ma dalle azioni stesse. Risultati in questo caso di assoluto rilievo: 293 iscritti, record per un torneo week end.

Anche io ho il mio breve momento di gloria. Per conto di Lorenzo – corso via per prendere il treno di ritorno – ricevo direttamente dalle mani del Sindaco il suo premio, per il sesto posto conseguito nel Torneo C. Sono tre bottiglie di ottimo vino toscano. “Innanzitutto alla salute!” mi dice il Sindaco. “La ringrazio Signor Sindaco e complimenti”.

Rientro la notte in ostello, questa volta da solo. L’atmosfera è quasi surreale. È già il tempo per i ricordi. La scacchiera gigante, le vetrine dei negozi con oggetti a tema scacchistico, le bustine da zucchero del Torneo, i gustosi Tortelloni con ricotta, spinaci, pancetta e aceto balsamico, il vin brulé. E degli amici: la risata affettuosa di Michele sulle nostre cappelle, la passione politica di Andrea, i commenti mai banali di Paolo sugli scenari economici, l’umorismo di Ivano, la serietà di Lorenzo, il discorso di Massimo sul palco.

Si conclude così un Torneo ottimamente organizzato, disputatosi in uno scenario unico. Per questo un ringraziamento particolare va alla Fondazione di Vignola per la concessione gratuita delle Sale. Grazie agli organizzatori, agli sponsor e a tutte le persone che hanno consentito la realizzazione di questo evento.

Arrivederci Vignola!

Torneo del colesterolo 9° edizione Santa Jona 17-18/11/2018

a cura di Ivano Pedrinzani

Domenica 18/11 alle 11.15, con tre auto che tornano mestamente verso Roma e verso gli impegni quotidiani, è andata in archivio l’ennesima edizione del Torneo del Colesterolo.

Nato nel 2010, in occasione dell’anniversario del 1 anno di apertura della Scuola Popolare, il Torneo del Colesterolo da festeggiamento una tantum si è trasformato in un appuntamento fisso con cadenza annuale, atteso con ansia e giunto lo scorso week end alla sua nona edizione.

Tutti gli anni, in un week end della prima metà di novembre (la Scuola ricordiamo fu fondata il 07 novembre del 2009), soci fondatori, vecchi soci e qualche new entry o ospite d’onore si riuniscono in una baita di montagna vicino a Roma (Santa Jona, frazione di Ovindoli) e danno vita al più agognato, agguerrito, alcolico e grasso (capirete poi perché) torneo chiuso ad inviti, ahimè con numero cappato a 8, pari alla disponibilità dei letti.  Il parterre dei giocatori è sempre stato di ottimo livello considerato che hanno iscritto il loro nome tra i partecipanti il GM Luca Shytaj (peraltro vincitore di 5 edizioni), il Maestro Internazionale Pierluigi Piscopo, il Maestro Alessandro Della Corte.

Il nome “del Colesterolo” deriva-come facile intuirsi- dall’abbondanza delle salsicce che fanno da cornice all’evento; il nume tutelare al quale il torneo è dedicato e la cui figura compare sulla lettera di invito/convocazione è ovviamente Superciuk chiamato in causa dal fiume di vino che scorre tra le scacchiere. Il programma dell’evento è ormai fisso e collaudato: arrivo nella sede di gioco verso le 16 del sabato (il sottoscritto provvede ad arrivare prima per avviare i riscaldamenti, accendere il camino e scaricare le immense vettovaglie necessarie al buon esito).

Tutto è pronto

Inizio del torneo all’italiana per complessivi 14 turni (tutti giocano con tutti di bianco e di nero),cerimonia di premiazione del vincitore e -ben più sentita-  consegna del cucchiaio di legno all’ultimo arrivato che si assicura così sanguinose prese in giro da parte di tutta la Scuola per i 12 mesi successivi. A seguire sbraciata finale che oscura i fastidi Pantagruel. La mattina dopo, diradatasi i fumi, ripartenza per Roma.

Inutile dire che durante il torneo -e prima della sbraciata finale- formaggi, salumi e brindisi (almeno uno prima di ogni turno per richiedere la benevolenza di Superciuk per la partita che segue) allietano la tenzone….e rendono precario il livello di gioco degli ultimi turni.

Questo il canovaccio tipico dell’evento sul quale si incastonano una miriade di aneddoti passati e presenti il cui ricordo ancora ci fa sorridere: Pardo che si alza sconsolato dalla scacchiera dopo aver subito una dura sconfitta in poche mosse dal MI Piscopo dicendo afflitto e serio: “mi ha confutato e4”; l’espressione da Oscar (la definizione è di Shytaj) di Ezio che si vede assegnato il cucchiaio dopo una bruciante sconfitta per mossa irregolare (ahi l’alcol) all’ultimo turno; il CM Blonna,che definiamo alticcio con un eufemismo, che si aggira a fine torneo e fine sbraciata alle 3 di notte desideroso di spiegare il matto di Lucena ad un pubblico di nottambuli anch’essi con tasso alcolico tutto da verificare e molto più simili a zombie che a giocatori di scacchi.

Cosa ricordare di questa nona edizione? Innanzi tutto il nuovo cucchiaio Andrea Giovannelli che va incontro ad un anno veramente difficile; il podio dato da Alessandro Della Corte vincitore con 13 punti (12 vinte e 2 patte…ah inutile dire che vince una bottiglia di barolo),

Il vincitore Alessandro della Corte con in mano la bottiglia di barolo

Pedrinzani 12 punti (11 vinte, 2 patte, 1 sconfitta), Peccheneda 9 punti. Della Corte vince anche una bottiglia di vin santo avendo indovinato il podio finale, bottiglia generosamente ceduta a scopo di conforto (se mai possibile) al cucchiaio. Ma un ruolo da protagonista si ritagliano anche le 11 braciole e 20 salsicce finite sulla brace, la mezza forma di pecorino, i 2 salami aquilani e la miriade di bottiglie di vino (tutte rigorosamente doc e scelte durante l’anno per la degustazione dal sottoscritto). Aneddoto di questa edizione? Finito il torneo,finita la sbraciata e finita l’analisi di una interessantissima partita giocata da Della Corte recentemente a Firenze, il sottoscritto verso l’1,30 se ne è andato a letto.

Analisi all’1,20. L’ex cucchiaio (ed.2015) Fanelli in felpa di ordinanza dà i primi segnali di stanchezza

Alle 4,48 (ricordo l’ora sul display dell’orologio) mi sveglio e vedo il riverbero di una luce che viene dal basso (la casa è su due piani). Sicuro che alcuni confratelli della congrega di Superciuk siano andati a letto dimenticando la luce accesa scendo per spegnere e cosa trovo: Pardo e Peccheneda che ancora imperterriti stanno giocando davanti al camino e vicino a loro Della Corte con una faccia indimenticabile.Mi guarda e mi dice sconsolato: “ero sceso per bere un bicchiere d’acqua, li ho trovati qua che giocavano e ora mi chiedono di analizzare questo finale di torre e pedoni….e non ho nemmeno gli occhiali”.

Chiudo con un doveroso messaggio di speranza e di incoraggiamento per Giovannelli. Il cucchiaio di legno che ti accompagnerà per i prossimi 12 mesi è un fardello pesante da portare, alcuni prima di te hanno visto infranto  il proprio equilibrio psicologico (c’è chi si svegliava la notte urlando dopo un incubo sui lazzi che lo attendevano alla Scuola), altri hanno vista distrutta la propria carriera scacchistica (come non ricordare la performance negativa del cucchiaio uscente Bruni al recente torneo di  Vignola), ma c’è anche chi come la fenice è riuscito a risorgere dalle proprie ceneri, come Peccheneda che, dopo aver visto i demoni che affollano il baratro del cucchiaio, è riuscito a risalire e -ancora in carica- a guadagnare una categoria. L’augurio che ti faccio è che tu riesca a  trovare la stessa forza per reagire……intanto comunque non dimenticare che sei un cucchiaio😊

Il terribile cucchiaio di legno

Appuntamento per tutti a novembre2019, sarà l’edizione del decennale e chi organizza cercherà di stupire con effetti speciali.

Scacchi, panini e salsicce

Scacchi, panini e salsicce

Restando nello spirito conviviale che caratterizza la Scuola Popolare di Scacchi sin dalla sua fondazione, domenica scorsa 8 luglio si è chiusa la stagione estiva con un torneo Blitz a 5’ + 3” a nove turni organizzato all’interno del confortevole padiglione del centro anziani di Villa Gordiani. Lo spirito rilassato e goliardico del torneo era garantito dal titolo: “Scacchi, ciriole e salsicce” (il pudore ha impedito di fare cenno al vino).

Non è un caso che il primo premio consistesse in un Brachetto da consumare obbligatoriamente seduta stante e che fossero previsti dei premi di consolazione per gli ultimi due in classifica: doppio bicchiere di vino abruzzese.

Insomma, dato che ci piace scherzare con serietà, il torneo si è improvvisamente caricato di foga agonistica impegnando strenuamente per tutto il pomeriggio 20 giocatori (tra soci/amici/ex allievi) chiudendosi rispettando il pronostico: primo classificato Sergejs Gromovs seguito da Paolo Andreozzi, che quando trova le giuste motivazioni alcoliche sovraperforma regolarmente, e da Michele Blonna, che solo per il Bucholz sopravanza un Massimo Carconi in stato di grazia.

Classifica finale

Pos  Pts  ID  NAME                                                   | Rtg  PRtg Fed |   Buc1    BucT    BucM

—————————————————————————————

1  8.0   1 AFM GROMOVS Sergejs                          | 2313 2062 ITA |    44.5

2  7.0   7 2N ANDREOZZI Paolo                             | 1697 1989 ITA |    45.0

3  6.5   2 CM BLONNA Michele                              | 2055 1877 ITA |    46.5

4  6.5   8 2N CARCONI Massimo                           | 1614 1903 ITA |    46.0

5  6.0   3 1N BRIA Simone                                       | 1980 1906 ITA |    46.0

6  5.0  18 2N PECCHENEDA Ezio                         | 1428 1775 ITA |    44.0

7  5.0  11 2N PIRAS VALERIO                                | 1600 1696 ITA |    39.5

8  4.5   9 3N FANELLI Giuseppe                            | 1605 1678 ITA |    40.5    43.0    34.0

9  4.5  13 2N PARDO Paolo                                      | 1560 1711 ITA |    40.5    43.0    33.5

10  4.5  10 2N GRAMMATICO RICCARDO          | 1600 1693 ITA |    39.5

11  4.5   5 2N SPANI Vincenzo                                  | 1755 1550 ITA |    33.5

12  4.5   6  2N NASCA Andrea                                   | 1700 1529 ITA |    33.0

13  4.0   4 1N PEDRINZANI Ivano                           | 1829 1648 ITA |    43.5

14  4.0  19 3N DORASCENZI Angelo                       | 1359 1511 ITA |    33.0

15  4.0  14 3N   Giovannelli Andrea                          | 1500 1497 ITA |    31.5

16  3.5  12 2N    PRROJ Alexander                            | 1600 1677 ITA |    43.0

17  3.0  20  BRIA Alessandro                                      | 1329 1412 ITA |    31.0

18  2.0  16   Grammatico Salvatore                           | 1440 1313 ITA |    31.5

19  2.0  15     Di Croce Daniele                                    | 1440 1314 ITA |    30.5

20  0.0  17     Wang Xie Kevin                                     | 1440  728 ITA |    35.5

 

La serata è proseguita ovviamente con barbecue all’aperto organizzato dall’efficientissimo Pedrinzani e con panini e bruschette preparati da Carconi, ed è poi andata avanti ad oltranza con sfide sempre più improbabili nel cuore della notte….

Una giovane sorpresa al 2° Torneo Sociale 2018

Una giovane sorpresa al 2° Torneo Sociale 2018

di Ennio Paolo Pellegrini

Dal 21 maggio al 25 giugno, ogni lunedì si é disputato il torneo Sociale del circolo Scuola Popolare di Scacchi.

Al torneo hanno preso parte gli storici iscritti della scuola nonché loro fondatori, i tesserati da molto tempo e anche nuovi appassionati che hanno più raramente frequentato il Circolo.
Per me è stato molto bello vedere la Scuola così affollata di appassionati al Nobil Giuoco che si sfidano sulle 64 caselle.
A seguito della mia assenza al precedente torneo Sociale (causa lezioni, ovviamente di scacchi) in questa edizione sono riuscito ad arrivare primo imponendomi di mezza lunghezza sul mio più diretto inseguitore totalizzando 5 punti su 6. Ora spiegherò cosa è stato il mio sociale.
1 turno. Incontro Franco Foresi, un avversario sfavorito sulla carta ma comunque da non sottovalutare.
Riesco a portare a casa il punto pieno.
2 turno. Mi capita l’ostico Paolo Pardo (v. partita commentata), lui è favorito sulla carta. Questa partita si prospetta un match di verifica di quanto ho imparato durante il mio percorso didattico col CM Alessio Nonni.
La partita (che peraltro andrò a commentare in seguito) è molto equilibrata ma riesco a spuntarla grazie a un leggero vantaggio posizionale in mediogioco.
3 turno. Sono a 2/2 capoclassifica con Ezio Peccheneda, pertanto lui è il mio prossimo avversario.
Dopo 3 ore e mezza di gioco ci accordiamo per la patta in un finale complesso in cui io ho la torre contro 2 pezzi leggeri.
4 turno. Gli inseguitori distaccati di mezzo punto ci hanno raggiunti e io devo giocare con uno di loro: il mio primo insegnante di scacchi, Paolo Andreozzi. La partita deciderà le sorti dell’alta classifica. Dopo una svista perdo un pezzo ma in posizione complessa riesco a trovare un tatticismo che mi consente di cambiare la sua Donna per 3 pezzi leggeri. A causa della loro scoordinazione riesco a trovare il punto pieno. Intanto Claudio Pauselli vince con Ezio Peccheneda in prima scacchiera. Per la seconda volta mi trovo a dover giocare per il primo posto in uno scontro diretto.
5 turno. Gioco con il forte Claudio Pauselli in uno scontro diretto per il primo posto, serve il punto ad entrambi.
In mediogioco Pauselli monta un forte attacco che però sfuma. In finale riesco a impormi in una posizione abbastanza complessa che mi consente di trasformare un leggero vantaggio in un punto.
6 turno. Gioco contro il presidente Massimo Carconi in una partita in cui anche un pareggio mi basta. Se in questo torneo non ho commesso particolari errori questo non è il momento per farlo…. Invece è proprio quello che accade: all’inizio del mediogioco perdo un pezzo a causa di una svista tattica.
Dopo 3 ore di gioco riesco a trovare una combinazione che mi fa andare in vantaggio. Ormai stanco per gli sforzi dovuti a giocare con un pezzo in meno, mi accontento di proporre patta e vincere così il torneo.
Vincere il torneo del mio circolo è per me un grande onore.
Certifica che quel piccolino entrato nel circolo 4 anni fa che sapeva a malapena muovere i pezzi ha fatto un po’ di strada e si spera ne faccia altra…
Con l’ augurio di trovare tutti i lettori di quest’ articolo  al prossimo sociale.
BUONE PARTITE A TUTTI!!!!

Per la cronaca, di seguito la classifica finale

Pos Pts ID   NAME               | Rtg  PRtg  Fed | Buc1 BucT
——————————————————————————–
1    5.0   10  pellegrini           | 1523 1812 ITA | 19.5
2   4.5     2  peccheneda       | 1724 1799 ITA | 20.0
3   4.0    5   carconi               | 1639 1670 ITA | 19.5
4   4.0  11    pauselli              | 1500 1759 ITA | 19.0
5   3.5    3    pardo                 | 1709 1615 ITA  | 18.5
6   3.5    4   andreozzi           | 1659 1594 ITA | 17.0 18.5
7   3.5    6   dì mascolo         | 1638 1625 ITA | 17.0 18.5
8   3.0   1    pedrinzani         | 1893 1577 ITA | 17.5
9   3.0   7    prroj                   | 1604 1577 ITA | 17.0
10 3.0   9    bruni                  | 1553 1702 ITA | 16.0
11  3.0 16    pezzarossa        | 1440 1343 ITA | 14.0
12 2.5   8    piras                   | 1573 1541 ITA  | 16.5
13 2.5 12     chiarini             | 1440 1506 ITA | 15.0
14 2.5 17     dorascenzi        | 1351 1465 ITA  | 14.5
15 2.0 15     pennese            | 1440 1418 ITA | 16.0
16 2.0 18    ferrari                | 1284 1307 ITA | 15.0
17 2.0 14    nardiello            | 1440 1195 ITA | 12.0
18 1.5 19    foresi                  | 1004 1268 ITA | 16.0
19 1.0 13    innocentini       | 1440 607 ITA   | 11.5

13 maggio 2018: Scacchi al Memorial Pappagallo     

13 maggio 2018: Scacchi al Memorial Pappagallo     

di Andrea Bruni

Può sembrare strano ma a Roma è possibile ritrovarsi in uno scenario storico della città e poter sperimentare gratuitamente pratiche sportive con la guida di un insegnante esperto. È successo domenica 13 maggio nello stadio delle Terme di Caracalla invasa di tatami per le arti marziali, di palchi per la danza, spazi per le attività olistiche, porte per giocare al calcio, tavoli e sedie per gli scacchi. Il C.S.E.N. di Roma, per il secondo anno consecutivo ha voluto ricordare, con una festa dello sport, il suo Presidente Mario Pappagallo scomparso precocemente per una malattia nel 2016. Più che nella prima edizione, dello scorso anno, gli scacchi hanno avuto uno spazio di rilievo. Infatti, pur essendo una nuova disciplina inserita nel panorama C.S.E.N., ha raccolto l’adesione di adulti appassionati, giovani e giovanissimi provenienti dai corsi organizzati dalla Scuola Popolare di Scacchi di Roma, il cui Presidente Massimo Carconi si è personalmente impegnato per l’avvio del settore Scacchi CSEN. Purtroppo, non tutti i Circoli affiliati sono riusciti ad essere presenti, a causa delle numerose iniziative di scacchi svolte in contemporanea nella giornata in città, ma per coloro che si sono ritrovati allo Stadio delle Terme, è stato possibile sfidare in simultanea il sempre simpatico e accogliente Maestro Fide Mario Sibilio che in più turni ha incrociato i “pezzetti di legno” con i presenti, su quindici scacchiere, portandosi a casa quindici vittorie come da pronostico; riscattando con successo l’esperienza della prima edizione nella quale aveva lasciato un punto per merito del nostro Pedrinzani, quest’anno assente. Nulla hanno potuto Carconi, Peccheneda, Pardo e gli altri giovani partecipanti contro il Maestro, in ottima forma, che nel pomeriggio, forse a seguito dell’entusiasmo, è andato a vincere il torneo in programma all’Accademia di Scacchi. L’unico sfidante che ha dato del filo da torcere al Maestro è stato il promettente Giovannelli che come sempre con carta e penna si è seduto al tavolo con serietà e ha costretto Sibilio ad un finale torre e pedoni per “nulla semplice” come ha dichiarato alla conclusione il vincitore. Nel frattempo, giocando con un giovanissimo principiante dei corsi della Scuola Popolare, Sibilio ha dato spazio ad attività formative alternando il gioco con bianchi e neri, fornendo al giovanissimo Marco uno studio di scacchi sicuramente per lui indimenticabile. Così mentre tutto intorno la festa si concludeva con premiazioni, lancio di palloncini, staffette di corsa tra i partecipanti dei vari sport, massaggi e riflessologia plantare, l’unico stand ancora aperto ed in piena attività, con il gioco libero, era quello degli scacchi che ha proseguito fino all’ultimo minuto possibile, dimostrando ai presenti quanto questo sport sia così coinvolgente da trasformare il passare del tempo in una dimensione astratta. Solo l’addetto all’impianto è riuscito a far uscire dallo stadio, per ultimi, gli scacchisti che si sono salutati nello splendido scenario del Centro di Roma con un cielo limpido che ha accompagnato la giornata e consentiva di vedere il Cupolone dal Circo Massimo. La Presidente CSEN Roma Zecchetti ci ha confermato l’”arrivederci all’anno prossimo perché in questo modo che vogliamo ricordare un grande Uomo di Sport e Cultura come Mario Pappagallo”. Noi possiamo solo aggiungere che ci saremo ancora, con uno stand più grande e con più scacchiere, per consentire la partecipazione a più giocatori e più circoli e augurandoci che il maestro Sibilio sia ancora dei nostri per una simultanea che potrebbe diventare una tradizione negli scacchi romani.

Scacchi a Regina Coeli: Davide Cocco racconta… 

Scacchi a Regina Coeli: Davide Cocco racconta… 

        a cura di Paolo Pellegrini

 

Da novembre a marzo scorso, il nostro socio Davide Cocco, professionalmente ingegnere ma anche Istruttore di Base FSI, ha tenuto un corso di scacchi, organizzato dal Comitato Regionale Lazio, nel carcere romano di Regina Coeli. Gli abbiamo rivolto alcune domande, perché si tratta certamente in un’iniziativa interessante che è bene divulgare.

 

D: Davide, raccontaci la tua esperienza

Ho avuto l’opportunità di tenere un corso di scacchi nel carcere di Regina Coeli, in una sezione che conteneva per lo più detenuti per reati di spaccio e rapina. Il corso si è tenuto da novembre a marzo. Ho avuto fino a un massimo di 16 studenti, di età compresa tra i 20 e i 40 anni.

 

D: Sapevano già giocare? Sei partito dalle basi? Quanto durava la lezione?

La lezione durava 90 minuti. Su 16 persone forse solo 3 o 4 sapevano cosa fosse un cavallo. Molti erano stranieri, alcuni non parlavano italiano.

Sono partito da cenni storici, curiosità, per tentare di catturare la loro attenzione, continuando con spunti volti a convincerli su quanto potesse essere utile il gioco degli scacchi. Solo quando ormai erano attenti e visivamente interessati, ho iniziato a spiegare quale fosse il ruolo dei diversi pezzi.

La mia impressione è che all’inizio probabilmente quasi nessuno fosse davvero interessato ad esser li. Quindi il primo approccio è stato un po’ particolare: 16 persone all’interno di una stanza adibita a contenerne la metà, ad esser ottimisti.

Pochi minuti dopo esser entrato in questa “angusta” cella, l’operatrice mi ha lasciato solo con loro che, per i sopracitati problemi di spazio, non potevano far altro che stare, in parte, in piedi davanti e dietro di me.

Dunque, come accennavo, il primo approccio è stato davvero particolare.

 

D: Che dotazione avevi? Ma avevi una scacchiera murale? Loro avevano i pezzi davanti?

Il primo giorno avevamo solo i pezzi, ma non per tutti. Dal secondo giorno abbiamo avuto la scacchiera murale e tutti avevano i pezzi davanti. La lezione era dedicata quasi per intero alla teoria. Gli allievi sono diventati ben presto molto curiosi e volevano imparare il più possibile. Sono state comunque lezioni molto interattive. A volte passava qualcuno della Polizia penitenziaria a seguire un po’ di corso…

 

D: Tra un incontro e l’altro ti riferivano che avevano giocato?

Si, mi raccontavano delle loro partite e mi chiedevano consigli. Sono passati da non conoscere il movimento dei pezzi, o comunque dal conoscerlo poco e niente, a giocare probabilmente come dei giocatori che potrebbero ambire a diventare classificati. Mi sono stupito di come abbiano assimilato rapidamente!

 

D: Rosicavano quando perdevano?

Si, a volte nemmeno poco!

 

D: Sei stato soddisfatto di questa esperienza? E gli allievi?

Io sono stato molto soddisfatto. Anche i partecipanti sono stati contenti. Hanno chiesto di continuare le lezioni o di riprenderle quanto prima, non sono mancate, inoltre, diverse richieste di materiale e suggerimenti per continuare autonomamente lo studio degli scacchi, in attesa di un secondo corso. Si è anche creato un rapporto di confidenza. Ho raccolto le loro esperienze di vita e spero di aver contribuito ad aprire una nuova prospettiva nelle loro vite, per quando potranno uscire.

 

D: Lo rifaresti? Ti sembra un’iniziativa utile per i detenuti?

Gli aspetti logistici si possono migliorare, ma l’esperienza è stata più che positiva. Sicuramente da ripetere!