Gli scacchi come esperienza formativa a scuola

a cura di Chiara Colucci

Liceo Scientifico Tullio Levi Civita. Torneo scolastico, 4 febbraio 2020

Non è nuova l’affermazione che le scuole siano il punto di partenza per costruire il futuro della società. Non occorre neppure ribadire quanto sia importante promuovere ed incoraggiare le iniziative educative nelle stesse. Presenterò pertanto un esempio virtuoso a questo proposito: il torneo di scacchi al liceo scientifico Tullio Levi Civita, che si è tenuto il 4 di questo mese. La competizione era aperta a tutti gli studenti, senza distinzione di età o di genere, di esperienza nel gioco o di voti a scuola. Dietro l’apparenza di un evento sportivo come tanti si cela, però, un’attività dall’incredibile valore educativo.
Gli scacchi, infatti, sono uno sport che è corretto definire come straordinario sia nel significato comunemente attribuito di “splendido” sia in quello etimologico di “fuori dall’ordinario”. Invero, a differenza della stragrande maggioranza delle discipline, la legge del più forte cede qui il passo a quella del più astuto. Per altri sport sono richiesti molti muscoli ma qui basta solo il più importante. Gli scacchi, poi, aiutano ad essere più efficienti e profittare di più nella scuola o nel lavoro; richiedono infatti competenze come la concentrazione, la gestione dei tempi, il problem solving ed il controllo emotivo. A tutti i vantaggi sopra elencati, che sono di ordine pratico, il gioco degli scacchi affianca delle importanti lezioni di vita, poiché è portatore di valori che dovrebbero essere alla base di una cittadinanza attiva e consapevole. Difatti gli scacchi incoraggiano una sana competizione ed uno spirito democratico, che non tiene conto di differenza alcuna. Quando ci si siede davanti ad una scacchiera, dopo aver stretto la mano all’avversario, il nemico diventa non più l’altra persona ma il colore opposto sulla scacchiera. Al “bianco in moto” si interrompe il contatto visivo con l’altro per portare attenzione alla partita; questo significa che gli avversari sono alla pari poiché poco cambia se si ha davanti un uomo o una donna, un connazionale o uno straniero, un amico o un rivale. Negli altri sport, invece, questa parità non è mai totale. Il più pregnante esempio è che le categorie maschili e femminili sono, per forza di cose, separate. È impensabile, infatti, che un uomo e una donna possano avere la stessa possibilità di raggiungere uguali risultati nella corsa, o che un giorno una squadra maschile di calcio si veda giocare contro l’omonima femminile. Negli scacchi queste differenze, che la natura ha disposto, perdono di rilevanza. In fondo, poi, il gioco in sé riflette un po’ la vita reale: bisogna concentrarsi sul proprio obiettivo, sperimentare strategie imparando dai propri errori e, all’occorrenza, essere disposti a fare dei sacrifici. È per queste ragioni che, pur non essendo un’eccellenza, partecipo da tre anni ai tornei studenteschi di scacchi, consigliandoli spesso come esperienza a molti amici. Sono poi, per le stesse ragioni, convinta fermamente che si debba dare più importanza agli scacchi come sport, poiché agli altri sport non ha nulla da invidiare, anzi, può solo insegnare.

Chiara Colucci (4A)

1° Torneo sociale 2020

1° Torneo sociale 2020

Lunedì 20 gennaio alle ore 19.00 inizia il primo torneo sociale del 2020. Il torneo è riservato ai Soci in regola con il pagamento della quota annuale (20€).

Non è richiesta tessera FSI e sarà di 6 turni, ogni lunedì, fino al 24 febbraio. Le partite saranno di 90’+30” a partire dalla prima mossa a giocatore. Ritardo massimo consentito 30′. Chi si assenta ha partita persa senza possibilità di recupero.

Premio per il vincitore iscrizione all’ albo d’oro.

Per partecipare, manda una mail al responsabile del torneo Paolo Pardo (ppscacchista@virgilio.it), indicando il tuo nome, cognome e numero di telefono.

Albo d’oro

2018. Marian Tudorache

2019 1^ semestre. Ennio Paolo Pellegrini

2019 2^ semestre. Paolo Andreozzi

30 Giugno 2019 : Torneo Blitz FIDE, al mattino torneo amichevole per ragazzi under 16

Torneo FIDE BLITZ – Aspettando il Festival Roma Città Aperta

Roma 30 giugno 2019

                            Regolamento parte integrante del bando di gara

Modalità di gioco: Blitz FIDE  (con applicazione dell’art. B4 del regolamento FIDE) con formula Open Integrale. Nove  turni con Sistema Svizzero.

Tempo di riflessione: 5 minuti + 3 secondi a mossa a partire dalla prima.

Sede di gioco: Padiglione Centro Anziani all’interno del Parco di Villa Gordiani

CALENDARIO DEI TURNI

Conferma iscrizioni e tesseramento in sala dalle ore 14.30 alle ore 15:00.

Primo turno   ore 15:30, gli altri a seguire.

Al termine del nono  turno seguirà la premiazione.

PREMI

1° 2° 3° ASSOLUTO         € 70 € 50 € 40

Fascia ELO <1900            € 30

Fascia ELO <1700            € 30

Fascia ELO <1500            € 30

I premi non sono cumulabili né divisibili. I premi possono essere ritirati, solo durante la premiazione dal vincitore, da un genitore (nel caso di minori) o da persona dotata di delega scritta. In assenza di queste condizioni, il premio è attribuito al giocatore che lo segue nella classifica relativa al premio stesso.

Se il vincitore, o il giocatore a cui viene attribuito il premio, è l’ultimo in classifica e non è presente, il premio non viene assegnato. Se i partecipanti di una fascia di Elo sono meno di 3, il premio di quella fascia non viene assegnato. Per calcolare la Classifica Finale i criteri di spareggio sono nell’ordine: Buchholz Cut1, Buchholz Total, ARO.

ISCRIZIONI

Sono ammessi giocatori italiani e stranieri senza limitazione di Elo. Tutti i giocatori, italiani e stranieri residenti in Italia, debbono essere in regola con il tesseramento FSI. Chi è sprovvisto di Tessera può sottoscriverla in sala al momento dell’iscrizione. I giocatori stranieri devono essere in possesso di ID Fide prima della partecipazione al Torneo.

Quota standard: € 15,00 (quindici/00)

È possibile effettuare la preiscrizione sul sito vesus.org fino alle ore 24:00 del giorno precedente L’iscrizione si riterrà completa e valida solo dopo il ricevimento della relativa quota.

L’organizzazione si riserva di accettare iscrizioni fino al limite della capienza della sala di gioco ed i materiali da gioco disponibili.

La manifestazione sarà arbitrata dall’Arbitro Regionale Paolo Andreozzi.

Con la partecipazione al Torneo ciascun giocatore consente la pubblicazione di alcuni propri dati personali (cognome, nome, categoria, Elo) nonché del risultato conseguito, nonché la pubblicazione di proprie partite e foto sui siti web della FSI/FIDE, degli enti organizzatori.

Per i minori tale consenso è implicitamente dato dai genitori o da chi esercita la patria potestà. Con l’iscrizione si accetta quanto previsto dal presente Bando. Per quanto non previsto valgono le norme stabilite dalla FIDE.

I giocatori diversamente abili con particolari esigenze di gioco sono pregati di avvisare preventivamente l’organizzazione della loro presenza alla manifestazione.

 In sala da gioco è vietato fumare e la disponibilità di apparecchiature elettroniche nell’intera area della competizione è soggetta alle regole FIDE.

L’organizzatore si riserva la possibilità di apportare le opportune modifiche, per la buona riuscita della manifestazione.

Per informazioni è possibile rivolgersi a  Massimo Carconi (327 538 9973)

Iscrizioni al torneo FIDE qui : http://vesus.org/tournaments/scuola-popolare-blitz-fide/

Iscrizioni al torneo under 16 qui: http://vesus.org/tournaments/scuola-popolare-di-scacchi-torneo-blitz-amichevole-under-16/

Una giornata particolare

Il 16 febbraio si è tenuto un torneo amichevole con alcuni dei piccoli allievi delle scuole presso cui operiamo. In un contesto festoso, abbiamo ospitato circa 40 bambini con le relative famiglie. Ecco il commento del nostro istruttore Domenico Bonavena

Lavoro da un po’ di tempo come istruttore di scacchi e in questi anni ne ho viste tante, ma questo aneddoto mi ha divertito tanto che mi è rimasto: un giorno ero andato in una scuola ad insegnare e mentre aspettavo che i bambini arrivassero una cosa attirò la mia attenzione. Fissata con del nastro adesivo alla parete trovai una vignetta, probabilmente appesa lì da un insegnante che immagino volesse manifestare tutto il suo scontento come un moderno Martin Lutero per aprire gli occhi e svegliare le coscienze di colleghi e genitori (o forse sono io ad esagerare un po’ e l’insegnante in questione voleva solo essere divertente).

Il titolo della vignetta era “lavori che richiedono molto coraggio” ed era formata da tre scenette: nella prima vi era un pompiere intento a spegnere un incendio, nella seconda un artificiere che sudando nervosamente tentava di disinnescare una bomba, e nell’ultima una maestra alle prese con una classe di piccoli selvaggi che mettevano a soqquadro l’aula mentre lei tentava disperatamente di fermarli. Con l’esperienza mi accorsi di quanto avesse ragione chiunque l’avesse disegnata. A volte è veramente duro tentare di insegnare o semplicemente tenere a bada una classe. Eh sì, perché, per quanto i bambini siano piccoli e adorabili, quando sono in tanti acquisiscono una forza che li rende inarrestabili!

C’è una cosa che però la vignetta non diceva, e cioè che ci sono momenti  che ti ripagano di tutti le volte che sei stato costretto ad alzare la voce e a cercare di far star buone quelle piccole canaglie dal sorriso contagioso, momenti  che ti ridanno con gli interessi quello che hai dato durante anni di lavoro. Ci sono giorni in cui qualcuno ti guarda negli occhi dal basso verso l’alto, e che dopo essersi sentito dire “bravissimo! Mi è piaciuta tantissimo la tua partita!” ti risponde con una semplicità di cui solo i bambini sono capaci dicendo “ho fatto solamente quello che ci hai insegnato tu”.

Ci sono bambini che ti dicono “io l’anno prossimo finirò questa scuola, ma voglio continuare a fare scacchi con te”.

E poi, di recente, c’è stata questa  giornata che non mi sarei mai aspettato e che forse non dimenticherò mai: sabato 16 febbraio con il torneo organizzato per loro dalla Scuola Popolare negli ampi e comodi spazi del Centro Anziani di Villa Gordiani. 40 partecipanti!  Vi confesso che c’è mancato poco, ma mi avete quasi fatto commuovere e fatto scappare una lacrimuccia. Non avevo idea di quanti di voi si sarebbero presentati, quanti di voi avrebbero partecipato con entusiasmo e quanti sorrisi mi avrebbero salutato al mio arrivo. È vero, da questo articolo vi sareste aspettati magari un discorso su quanto sia importante che loro conoscano gente nuova, che facciano queste esperienze e che imparino i valori della sportività e del rispetto delle regole. Tutto questo è vero e innegabile, ma cercando di scrivere questo resoconto tutto ciò che sento di voler dire è grazie. Grazie a chi mi guarda e mi ascolta come se si aspettasse che io dica sempre la cosa giusta e di imparare un sacco di cose. Grazie alle tre persone che tanti anni fa mi hanno incluso nel loro circolo ed introdotto in questo campo, dandomi la possibilità di fare questo bellissimo lavoro. E infine, grazie a chi mi affida ogni settimana quello che ha di più prezioso al mondo, dandomi l’occasione di veder crescere queste piccole personcine. Insomma, grazie a tutti per la vostra fiducia e per aver reso questa fra le tante giornate “una giornata particolare”.

Un Festival aperto al mondo

Chiusa con successo la terza edizione del Festival Internazionale Roma Città Aperta.

a cura di Andrea Giovannelli

 

Lasciata Vignola, siamo a Roma, una delle città più belle del mondo. In particolare ci troviamo al Pigneto, quartiere multiculturale, cambiato molto negli ultimi anni e che oggi è un quartiere giovane e trendy. Location ideale del Neorealismo, fu girato qui “Roma città aperta” di Roberto Rossellini. E il nome di quel film dà il nome a un Torneo internazionale di scacchi giunto quest’anno alla terza edizione. Il Torneo di scacchi più importante a Roma oggi.

Sembra ieri che si era concluso il mio ultimo turno, Open C, sconfitto da Riccardino Grammatico, dopo più di quattro ore di gioco. Il primo torneo ufficiale della mia vita. Da allora ho giocato qualche altro torneo, ho conosciuto meglio gli amici della Scuola Popolare di Scacchi, condividendo con alcuni di loro molti momenti di puro divertimento come il Campionato Italiano a Squadre. Nel corso di questi mesi il rimpianto di aver ripreso a giocare dopo troppi anni di pausa si è accresciuto nel momento in cui mi rendevo conto che mai più avrei potuto conoscere uno dei protagonisti di questo mondo. Ed era scontato che Massimo Carconi, motore della macchina organizzativa del Torneo, presidente della Scuola Popolare di Scacchi, ne ricordasse la figura nel discorso inaugurale; non solo perché Remo Sayour era stato uno dei componenti della compagine arbitrale nella scorsa edizione del Torneo. Remo Sayour, arbitro, instancabile organizzatore di tornei, giocatore; persona che si distingueva per le non comuni doti di gentilezza d’animo, disponibilità e signorilità, ci aveva lasciati nel settembre scorso lasciando un vuoto non colmabile in coloro che avevano avuto la fortuna di conoscerlo. Tutto questo io non lo sapevo ma lo apprendevo assistendo, ammirato e anche un po’ stupito, alle innumerevoli testimonianze di affetto rivolte nell’imminenza della tragica notizia. Nel ricordo commosso, affiancavano Massimo sul palco Luigi Maggi, presidente regionale della FSI, e Giampiero Cantarini, presidente regionale CSEN.

Con questo doveroso omaggio aveva così inizio il 2 dicembre scorso – in una elegante sala dell’Hotel Eurostars Roma Aeterna – la terza edizione dell’International Chess Festival “Roma Città Aperta”. Tra i partecipanti molti volti noti dello scacchismo romano. Tra i giocatori della massima serie Marco Corvi, Mario Sibilio, Alessandro Della Corte, solo per citarne alcuni. Molti gli stranieri. Tra questi un aficionado del Torneo: Alan Beshukov, giocatore solidissimo, per la terza volta qui al Festival. E ovviamente molti della Scuola Popolare. Squadra arbitrale composta da Piero Arnetta, Giuseppe Buonocore, Paolo Olivo e dal nostro Paolo Andreozzi.

La buona sorte non mi aveva accompagnato nell’accoppiamento del primo turno. Con il Nero mi trovo ad affrontare Michele Blonna, giocatore che non ha bisogno di presentazioni. C’è un aspetto del gioco di Michele che avevo già avuto modo di notare in altre occasioni e che mi colpisce. Ci sono giocatori i quali, soprattutto in momenti di particolare tensione o quando vogliono intimidire l’avversario, muovono i pezzi con particolare veemenza fino anche a farli sbattere sulla scacchiera. Ecco, questo con Michele non accade. Michele tocca e accompagna il pezzo con leggerezza. E lo fa sempre, indipendentemente dalla posizione. Questo tratto ne caratterizza lo stile che non si limita, e non può limitarsi, a un fatto puramente tecnico. E così, giocando con tocco leggero una variante della Siciliana aperta, Michele consolida placidamente la posizione fino ad arrivare alla 23-esima mossa, quando, con un semplice tatticismo (semplice per lui, non per me), guadagna un pedone. Quello che accade dopo appare essere solo ordinaria amministrazione. Alla 37-esima abbandono in posizione disperata. «Sei stato bravo» mi dice. Lo ringrazio, so che è sincero.

Il modo di toccare e muovere i pezzi da parte di Michele ci ricorda che gli scacchi è un gioco dove il “gesto” è parte integrante dello “spettacolo”. Le movenze, gli sguardi, la postura ci consegnano una lettura più ampia su quello che è lo stile di un giocatore.

Penso a questo osservando Marco Corvi. Giocatore che alterna una intensa attività di istruttore ai tornei dove, dice, “si rilassa”, Corvi a Roma, in Italia, è sinonimo di scacchi. Anche qui, il “gesto”. È raro trovare Corvi ingobbito sulla scacchiera, con le mani sulla fronte; o accigliato. Spesso con busto eretto e fronte alta, a ricordarci che se a volte è necessario giocare su un solo lato della scacchiera, è opportuno guardarla sempre tutta; pronti a effettuare cambi di direzione. Facile a dirsi, molto difficile a farsi.

Si susseguono le partite, i turni. Vengono a fare visita amici e soci della Scuola, che per diversi motivi non hanno potuto o voluto partecipare al Torneo. C’è Davide Cocco, unanimemente considerato il più forte Non Classificato a Roma. Dotato di eccellenti capacità di calcolo, nei post partita viene spesso chiamato a fornire una “consulenza”. Quando passa al mio tavolo, lo guardo e penso: “Chissà che combinazione non sto vedendo”. C’è Giacomo Alessandrini, Candidato Maestro, di Ancona. Ragazzo affabile, sempre disponibile per le analisi indipendentemente dalla bravura del suo interlocutore. E poi ci sono, immancabili, i genitori dei più piccoli. A distanza di un anno ritrovo quelli di Giulia Maria Rossi, di Frascati Scacchi, che l’anno scorso mi aveva fatto passare un brutto quarto d’ora al quinto turno. «Mia figlia non vuole che mi avvicino quando gioca» mi dice il papà, e poi, orgoglioso: «Come diavolo fa a calcolare, solo lei lo sa». La mamma di Sharon Glover mi racconta dello sconforto della figlia dopo una grave svista.

“E già, sono bambini” dico tra me e me. Ma i bambini non sono tutti uguali: alcuni sembrano più grandi di altri. A questo penso vicino al tavolo 16, sesto turno Open A. Eva Stepanyan, classe 2005, con il Nero, sta affrontando Alessandro Della Corte. Tra loro ci sono circa 200 punti ELO di distacco, a favore di Alessandro. Arrivo che stanno giocando un finale di Donne e pedoni. Il Bianco ha un pedone in meno. Osservo la piccola Eva con una sensazione mista di ammirazione e inquietudine. Essendo la posizione complessa, almeno per me, cerco di cogliere nello sguardo di Alessandro qualche indizio sulla sua possibilità di pareggiare. Anche qui, il “gesto”. La Stepanyan gioca le mosse in sicurezza; a tratti alza lo sguardo per visualizzare le possibili varianti nella mente, come fanno i giocatori già a questo livello. Alessandro si alza più volte, forse in segno di nervosismo. Dopo aver condotto un finale in modo “fantastico” – questo mi dirà Alessandro nel post-partita – la piccola Stepanyan vince. Che partita ragazzi!

Ed eccoci alle battute finali. Ancora un’occhiata ai bellissimi libri Ediscere di Valerio Luciani; perché i libri di scacchi hanno una caratteristica che li accomuna forse solo ai libri di arte: sono tutti belli. E il solito dilemma interiore: “Questo lo compro? Ma se devo finire quello che ho preso l’anno scorso…”.

Siamo all’ultimo turno. Turno importante per chi punta alla vittoria o al podio, ma anche per coloro i quali, come me e Giuseppe Fanelli, sono insoddisfatti del proprio Torneo sin qui. Giuseppe è uno degli amici della Scuola Popolare. Lo aspetto in piedi; al suo arrivo ci abbracciamo. Sappiamo che comunque andrà sarà stato un piacere.

Giuseppe, professore di Matematica e Fisica, è un ottimo tattico, capace di soluzioni creative. Stiamo parlando di un giocatore che in uno dei turni precedenti ha sconfitto un CM dopo aver sacrificato un Cavallo. Se fosse un partita rapid o blitz, le mie speranze sarebbero ridotte al lumicino. Ma oggi so di avere una chance.

C’è da dire che la partita non era iniziata nel modo più piacevole. Stazionavamo a un tavolo posizionato in un angolo della sala, vicino a una uscita laterale. In quel momento alcune persone che parlottano nel corridoio attiguo ci provocano un certo fastidio. Dopo due o tre mosse, mi alzo ed esco. Chiedo di fare silenzio. Rientro e con una certa sorpresa vedo Giuseppe Buonocore, uno degli arbitri, in procinto di prendere l’orologio e i nostri formulari. «Vi sposto a un altro tavolo». Con un gesto di grande cortesia e buon senso, Buonocore, arbitro internazionale di grande esperienza – intercettato da Giuseppe – fa in modo di mettere a loro agio due suoi figli acquisiti, spostandoci in uno dei tavoli del Torneo A, il torneo dei campioni. Ci accomodiamo, e riprendiamo a giocare su una bella scacchiera in legno.

L’andamento iniziale della partita sembra seguire le previsioni. Interpreto male una Alapin e nel giro di poche mosse mi ritrovo con il Re sotto il fuoco di fila della gran parte dei pezzi avversari. C’è un momento in cui entrambi pensiamo che per il Nero sia finita. Accade però che nel momento cruciale Giuseppe manchi di coraggio. Tengo botta. Vado in vantaggio. A poche mosse dalla prevedibile conclusione accade l’incredibile. Devo decidere se giocare b2-b1 e promuovere così un pedone, oppure Tc2 in c1 con scacco. Dopo un paio di minuti mi decido. Agguanto la Torre in c2, la porto in c1 e … scacco? No: tolgo la Torre dalla scacchiera (!!) e … al suo posto piazzo una bella Donna Nera!! «Ma che fai?! Mossa irregolare!» mi dice un Giuseppe allibito. Guardo la Donna, ripenso alla mossa e dico: «Hai ragione, mossa irregolare». Sono scosso. Giuseppe comincia a ridere: «Dai ridiamoci sopra, ormai hai vinto». «Chiamo l’arbitro, hai diritto a due minuti di abbuono». «Non preoccuparti, dai, andiamo avanti» (ripeto correttamente la mossa). Tale è il mio sconcerto che non riesco a godere appieno della vittoria. Sono stato vittima di un blackout mentale che può essere esorcizzato solo condividendolo. E così farò subito in sala analisi raccontandolo a Fabio De Carlo, che scoppierà in una fragorosa risata insieme a me e a Giuseppe.

Il tempo di assistere a un finale lunghissimo tra Paolo Capitelli e Alex Moreto Quintana, vinto da quest’ultimo, e arriviamo alla conclusione di un bellissimo Torneo. Vince il Torneo A Yuri Solodovnichenko, GM, unico imbattuto. Il migliore degli italiani è Marco Corvi. Degne di nota le prestazioni delle giovanissime coetanee Eva Stepanyan e Machteld Van Foreest. Al B con una certa sorpresa dominano le Prime Nazionali. Nell’ordine: Vincenzo Carlomagno, Alessandro D’Angerio, Piercarlo Marincolo e Lorenzo Barca. Complimenti al nostro Ennio Paolo Pellegrini, classe 2005, che acquisisce meritatamente il titolo di Seconda Nazionale.

Yuri Solodovnichenko riceve il premio come primo classificato nell’Open A 

Un breve momento di gloria anche per me. Ricevo un premio come migliore under 1.600 nell’accoppiata Vignola-Roma, tornei gemellati. Un bottiglia di grappa Poli Due Barili, in cassa di legno. Un prodotto di assoluta eccellenza. «Sono contento che hai vinto» mi dice Carlo Alberto Cavazzoni, sul palco insieme a Massimo.

Massimo nel discorso di commiato segnala alcuni dati rilevanti: 189 iscritti partecipanti, il Torneo risulta quello con il più alto tasso tecnico medio di quelli disputati in Italia nel corso dell’anno; non solo: è il Torneo con il maggior numero di nazionalità presenti. Ci sono giocatori venuti persino dall’Indonesia. Roma è nei fatti per una settimana città di scacchi aperta al mondo. Sarebbe semplicistico e ingeneroso pensare che tutto questo sia potuto accadere solo grazie alle bellezze artistiche che ci circondano. Un evento di questo tipo è frutto di uno sforzo collettivo, durato quasi un anno di lavoro. Avevo lasciato Massimo a Vignola in dubbio sulla possibilità di organizzare la quarta edizione. Lo ritrovo oggi che riceve la terza norma di International Organizer perché, questa la menzione, “ha organizzato il torneo soddisfacendo tutti i requisiti di un torneo internazionale classificato dalla FIDE”. Stanco ma visibilmente soddisfatto, preannuncia alcune novità per il prossimo anno. Prima di chiudere il sipario però, dà appuntamento per chi è ancora non è sazio, a una grande reunion finale: un Torneo Blitz Fide di 9 turni in programma nel pomeriggio. Vincerà Mario Sibilio con una prestazione superba (8/9) superando due Grandi Maestri: Nikita Maiorov e Yuri Solodovnichenko.

E ora i ringraziamenti. A Massimo Carconi, Ivano Pedrinzani, Paolo Pellegrini, Paolo Andreozzi, i quali, con il supporto fattivo di Domenico Bonavena e Fabio De Carlo, hanno consentito la realizzazione di questo evento. In questo senso un ringraziamento particolare va al Centro Sportivo Educativo Nazionale che da tre anni sostiene il Festival; e agli sponsor: la Libreria-Caffetteria Todomodo, la macelleria F.lli Giovannelli, il Caffè Berardo, Edizioni Ediscere, Dar Ciriola, LE DUE TORRI, la Locanda del Buongustaio, l’Affittacamere Next Stop Roma. Grazie anche a Davide Conti, storico e consulente dell’Archivio Storico del Senato per la sua introduzione e presentazione del film “Roma Città Aperta”, in versione restaurata (una delle iniziative culturali collaterali in programma durante gli otto giorni del Festival) e grazie all’associazione Nonna Roma che l’ha proiettata.

Buone festività a tutti e arrivederci Roma!

Torneo del colesterolo 9° edizione Santa Jona 17-18/11/2018

a cura di Ivano Pedrinzani

Domenica 18/11 alle 11.15, con tre auto che tornano mestamente verso Roma e verso gli impegni quotidiani, è andata in archivio l’ennesima edizione del Torneo del Colesterolo.

Nato nel 2010, in occasione dell’anniversario del 1 anno di apertura della Scuola Popolare, il Torneo del Colesterolo da festeggiamento una tantum si è trasformato in un appuntamento fisso con cadenza annuale, atteso con ansia e giunto lo scorso week end alla sua nona edizione.

Tutti gli anni, in un week end della prima metà di novembre (la Scuola ricordiamo fu fondata il 07 novembre del 2009), soci fondatori, vecchi soci e qualche new entry o ospite d’onore si riuniscono in una baita di montagna vicino a Roma (Santa Jona, frazione di Ovindoli) e danno vita al più agognato, agguerrito, alcolico e grasso (capirete poi perché) torneo chiuso ad inviti, ahimè con numero cappato a 8, pari alla disponibilità dei letti.  Il parterre dei giocatori è sempre stato di ottimo livello considerato che hanno iscritto il loro nome tra i partecipanti il GM Luca Shytaj (peraltro vincitore di 5 edizioni), il Maestro Internazionale Pierluigi Piscopo, il Maestro Alessandro Della Corte.

Il nome “del Colesterolo” deriva-come facile intuirsi- dall’abbondanza delle salsicce che fanno da cornice all’evento; il nume tutelare al quale il torneo è dedicato e la cui figura compare sulla lettera di invito/convocazione è ovviamente Superciuk chiamato in causa dal fiume di vino che scorre tra le scacchiere. Il programma dell’evento è ormai fisso e collaudato: arrivo nella sede di gioco verso le 16 del sabato (il sottoscritto provvede ad arrivare prima per avviare i riscaldamenti, accendere il camino e scaricare le immense vettovaglie necessarie al buon esito).

Tutto è pronto

Inizio del torneo all’italiana per complessivi 14 turni (tutti giocano con tutti di bianco e di nero),cerimonia di premiazione del vincitore e -ben più sentita-  consegna del cucchiaio di legno all’ultimo arrivato che si assicura così sanguinose prese in giro da parte di tutta la Scuola per i 12 mesi successivi. A seguire sbraciata finale che oscura i fastidi Pantagruel. La mattina dopo, diradatasi i fumi, ripartenza per Roma.

Inutile dire che durante il torneo -e prima della sbraciata finale- formaggi, salumi e brindisi (almeno uno prima di ogni turno per richiedere la benevolenza di Superciuk per la partita che segue) allietano la tenzone….e rendono precario il livello di gioco degli ultimi turni.

Questo il canovaccio tipico dell’evento sul quale si incastonano una miriade di aneddoti passati e presenti il cui ricordo ancora ci fa sorridere: Pardo che si alza sconsolato dalla scacchiera dopo aver subito una dura sconfitta in poche mosse dal MI Piscopo dicendo afflitto e serio: “mi ha confutato e4”; l’espressione da Oscar (la definizione è di Shytaj) di Ezio che si vede assegnato il cucchiaio dopo una bruciante sconfitta per mossa irregolare (ahi l’alcol) all’ultimo turno; il CM Blonna,che definiamo alticcio con un eufemismo, che si aggira a fine torneo e fine sbraciata alle 3 di notte desideroso di spiegare il matto di Lucena ad un pubblico di nottambuli anch’essi con tasso alcolico tutto da verificare e molto più simili a zombie che a giocatori di scacchi.

Cosa ricordare di questa nona edizione? Innanzi tutto il nuovo cucchiaio Andrea Giovannelli che va incontro ad un anno veramente difficile; il podio dato da Alessandro Della Corte vincitore con 13 punti (12 vinte e 2 patte…ah inutile dire che vince una bottiglia di barolo),

Il vincitore Alessandro della Corte con in mano la bottiglia di barolo

Pedrinzani 12 punti (11 vinte, 2 patte, 1 sconfitta), Peccheneda 9 punti. Della Corte vince anche una bottiglia di vin santo avendo indovinato il podio finale, bottiglia generosamente ceduta a scopo di conforto (se mai possibile) al cucchiaio. Ma un ruolo da protagonista si ritagliano anche le 11 braciole e 20 salsicce finite sulla brace, la mezza forma di pecorino, i 2 salami aquilani e la miriade di bottiglie di vino (tutte rigorosamente doc e scelte durante l’anno per la degustazione dal sottoscritto). Aneddoto di questa edizione? Finito il torneo,finita la sbraciata e finita l’analisi di una interessantissima partita giocata da Della Corte recentemente a Firenze, il sottoscritto verso l’1,30 se ne è andato a letto.

Analisi all’1,20. L’ex cucchiaio (ed.2015) Fanelli in felpa di ordinanza dà i primi segnali di stanchezza

Alle 4,48 (ricordo l’ora sul display dell’orologio) mi sveglio e vedo il riverbero di una luce che viene dal basso (la casa è su due piani). Sicuro che alcuni confratelli della congrega di Superciuk siano andati a letto dimenticando la luce accesa scendo per spegnere e cosa trovo: Pardo e Peccheneda che ancora imperterriti stanno giocando davanti al camino e vicino a loro Della Corte con una faccia indimenticabile.Mi guarda e mi dice sconsolato: “ero sceso per bere un bicchiere d’acqua, li ho trovati qua che giocavano e ora mi chiedono di analizzare questo finale di torre e pedoni….e non ho nemmeno gli occhiali”.

Chiudo con un doveroso messaggio di speranza e di incoraggiamento per Giovannelli. Il cucchiaio di legno che ti accompagnerà per i prossimi 12 mesi è un fardello pesante da portare, alcuni prima di te hanno visto infranto  il proprio equilibrio psicologico (c’è chi si svegliava la notte urlando dopo un incubo sui lazzi che lo attendevano alla Scuola), altri hanno vista distrutta la propria carriera scacchistica (come non ricordare la performance negativa del cucchiaio uscente Bruni al recente torneo di  Vignola), ma c’è anche chi come la fenice è riuscito a risorgere dalle proprie ceneri, come Peccheneda che, dopo aver visto i demoni che affollano il baratro del cucchiaio, è riuscito a risalire e -ancora in carica- a guadagnare una categoria. L’augurio che ti faccio è che tu riesca a  trovare la stessa forza per reagire……intanto comunque non dimenticare che sei un cucchiaio😊

Il terribile cucchiaio di legno

Appuntamento per tutti a novembre2019, sarà l’edizione del decennale e chi organizza cercherà di stupire con effetti speciali.

Campionato Italiano Giovanile 2018 – Scalea

Campionato Italiano Giovanile 2018 – Scalea

Campionati Italiani Giovanili 2018 – Scalea


Dal 1 al 8 Luglio 2018 si sono svolti a Scalea i Campionati Giovanili di Scacchi 2018. La Scuola Popolare era presente all’evento con con ben 10 ragazzi iscritti pronti a dare battaglia e farsi valere.
E’ stata un’esperienza bellissima vissuta nella condivisione, nello spirito dello stare assieme divertendosi, incitandosi, disperandosi per gli errori commessi, trovando la forza per rialzarsi, perchè questa disciplina forse più delle altre insegna che è dalle sconfitte che si costruiscono i trionfi. Abbiamo creato un gruppo affiatato, entusiasta e forse per questo un po troppo rumoroso nelle esternazioni, ma estremamente contagioso nel suo calore. Siamo partiti in 10, siamo finiti in 20, senza fare distinzioni di colori, provincia o regione di appartenenza uniti soltanto dalla passione per questo gioco. Tutti li a creare quel legame magico, a sostenerci assieme, prendendoci mai troppo sul serio, aspettando quel momento prima della partita per recitare il mantra incoraggiante, poi la partita, l’attesa, l’uscita che riserva l’emozione di una vittoria o la delusione per una sconfitta, le pacche sulle spalle, ci si asciuga una lacrima, si rianalizza la partita per capire cosa abbiamo sbagliato e insieme si cresce. Perchè al di là dei risultati sportivi, la cosa più importante resterà sempre lo spirito con cui si affrontano le cose. Un ringraziamento a tutti i ragazzi e alle famiglie che li sostengono. Grazie alla famiglia Gagliardi, Matrecano, Monti, Giagoni, Aielli, Piccinini, Marsico, ai genitori di Luca, grazie ai ragazzi della Lombardia con cui si è creata un’amicizia splendida. Grazie a Rosa mia moglie senza la quale il mio impegno e la mia dedizione non sarebbe stata possibile.
Ultimo riferimento ai risultati, i ragazzi hanno ben figurato finendo quasi tutti nella parte medio alta della classifica, il risultato di spicco è stato raggiunto da Ilaria De Carlo classificatasi sesta nella categoria Under 8 Femminile e da Diego Matrecano che a soli 5 anni ha affrontato con coraggio estremo il torneo Under 8 Maschile finendo con una straordinaria patta all’attivo. Arrivederci all’anno prossimo!

LA LUNGA CORSA VERSO LA B

LA LUNGA CORSA VERSO LA B

LA LUNGA CORSA VERSO LA B
Si è felicemente conclusa ieri la lunga cavalcata della squadra della Scuola Popolare di Scacchi che ha giocato in serie C. La promozione in B, ottenuta con un primo posto in solitario, è un ottimo risultato considerata anche la rinuncia forzata e quasi immediata della prima scacchiera Marian Tudorache, costretto a rientrare in Romania dopo il solo primo turno per problemi familiari. Il capitano Pardo è riuscito a gestire mirabilmente l’inconveniente puntando sulla coesione della squadra, sempre presente in tutti gli appuntamenti e tutta motivata verso il successo finale.
Ma ripercorriamo i 5 turni:
Primo turno: la Scuola gioca in casa di Frascati, sulla carta una delle squadre più deboli del girone: Frascati schiera 4 seconde nazionali quindi squadra molto omogena ma priva di vere punte. Pardo, per quella che sarà l’unica volta, può scegliere tra molte ipotesi di squadra, la formazione è: Tudorache, Menichelli, Marta, Pardo. 3 CM e una 2N nazionale ben più skillata sulla carta della pari grado 4a scacchiera di Frascati. Media elo della Scuola 1924, di Frascati 1691. Sembra tutto già scritto e invece è una mezza falsa partenza. Tudorache vince in prima scacchiera ma incredibilmente Menichelli perde in seconda contro Carbone. Marta e Pardo in 3a e 4a altrettanto inaspettatamente non vanno oltre il pareggio. Risultato finale 2 – 2, un pareggio che ci sta stretto e che sembra uccidere sul nascere le nostre ambizioni. Nelle altre partite Quattro Pedoni sbanca Lazio Scacchi (sulla carta tra le più forti) 4 a 0 e si impone come favorita del torneo
Secondo turno: sembra di essere già all’ultima spiaggia. Il pareggio contro una delle deputate alla retrocessione (ma Frascati con l’orgoglio che è tipico dei giocatori diretti da Ragonese alla fine ci sconfesserà) si unisce alla notizia di metà settimana che il nostro uomo di punta Tudorache deve purtroppo rientrare in Romania. Perdiamo definitivamente la prima scacchiera. Giochiamo in casa con Quattro Pedoni media elo 2002 e sulla carta la squadra favorita per la promozione. Ci viene a mancare anche Menichelli e senza 1a e 2a scacchiera sembra che le possibilità siano poche. Pardo schiera Marta, Pedrinzani,Pardo, Di Mascolo media elo 1804. Su ognuna delle 4 scacchiere siamo debitori di almeno 100 punti elo. L’importante non prenderle! E invece anche questa volta c’è la sorpresa. Pedrinzani in seconda scacchiera riesce a trovare quasi subito la patta con Laudati (elo 1980), anche in prima scacchiera Marta non ha timori reverenziali e trova una agevole patta contro Rossetti (elo 2112). In quarta scacchiera la sorpresa: Di Mascolo malgrado i 300 punti elo di differenza fa punto pieno contro Simeone in forte deficit di tempo assicurandoci il pareggio. E’ Maurizio il vero eroe della giornata! Perde Pardo (ma sarà l’unica sua sconfitta del campionato) e l’incontro termina 2 a 2. Abbiamo pareggiato con coloro che tutti danno come vincitori del torneo malgrado le tante assenze: forse così scarsi non siamo. Nelle altre partite intanto Quattro Torri batte anch’essa Lazio Scacchi e si porta in testa a punteggio pieno
Terzo turno: si gioca ad Ostia, sulla carta l’altra squadra insieme a Frascati deputata alla retrocessione. Media elo1641 (molto vicina a Frascati) ma squadra composta da giovanissimi giocatori per i quali il punteggio elo attuale può essere poco indicativo. Pardo dopo l’esperienza Frascati non si fida e con il rientro di Menichelli schiera i 4 giocatori sulla carta più forti di cui dispone: Menichelli, Marta, Pedrinzani, Pardo media elo 1890. Questa volta non si fanno sconti: Menichelli e Marta vincono e portano la squadra sul 2 a 0, segue Pardo con un’altra vittoria ed è 3 a 0. A risultato acquisito Pedrinzani chiude con una patta e finisce 3,5 a 0,5. Nelle altre partite Quattro Torri batte anche Quattro Pedoni e si mantiene in testa a punteggio pieno con 6 punti, segue Scuola Popolare a 4 (Quattro Pedoni è ferma a 3). Non siamo ancora molto fiduciosi, dopo tre turni siamo secondi ma abbiamo già giocato con le due squadre più deboli: ci aspetta lo scontro con i primi in classifica e la trasferta finale in casa di Lazio Scacchi che dopo le cadute dei primi due turni sembra poter finalmente carburare
Quarto turno: ospitiamo i primi in classifica. E’ la partita della ipotetica svolta: vincendo li raggiungeremmo in classifica, perdendo dovremmo iniziare forse a guardarci dietro. Pardo conferma la squadra di Ostia: Menichelli, Marta, Pedrinzani, Pardo (media elo 1890). Quattro Torri si presenta con una media elo 1760. Sulla carta siamo debitori solo in prima scacchiera e proprio là Menichelli ottiene una veloce patta. Pardo nel frattempo in quarta fa punto pieno. Siamo 1,5 a 0,5. Patta anche di Marta in seconda con un certo rammarico e siamo 2 a 1. In terza scacchiera Pedrinzani propone la patta, rifiutata. L’avversario punta a vincere per pareggiare lo scontro (anche se a posteriori una sconfitta di misura poteva essere utile) ma alla fine si disunisce e perde. Finisce 3 a 1 e li raggiungiamo in testa alla classifica. Nelle altre partite le attese e facili vittorie di Lazio Scacchi e Quattro Pedoni rispettivamente contro Ostia e Frascati.
Facciamo due conti:
In vista dell’ultimo turno si iniziano a fare i conti: siamo primi in classifica a 6 punti a pari merito con Quattro Torri ma abbiamo mezzo punto in più di scacchiera e la vittoria nello scontro diretto. L’ultimo turno non ci è favorevole giochiamo contro Lazio Scacchi mentre Quattro Torri dovrebbe avere vita facile in casa con Frascati. Se vinciamo 3,5 a 0,5 anche se Quattro Torri vince 4 a 0 siamo primi, con risultati inferiori dovremo aspettare il risultato di Frascati…..considerato che Lazio Scacchi ha una squadra del nostro livello situazione non facile. Dopo la coppia di testa c’è Quattro Pedoni a 5, Lazio Scacchi a 4, Frascati a 3 e Ostia a 0. Ostia è matematicamente retrocessa, l’altra imputata è Frascati in ritardo di un punto su Lazio Scacchi (con la quale ha perso anche lo scontro diretto 3,5 a 0,5) e che gioca con una delle due capolista.
Quinto turno: Pardo vuole fare una piccola variazione e schierare in quarta scacchiera Cocco protagonista di una performance strepitosa in promozione. La sera di sabato purtroppo arriva il msg: Cocco con la febbre. Rientra Pardo e schieriamo ancora una volta Menichelli, Marta, Pedrinzani, Pardo. Tutto sommato giusto così è bene che si giochi la promozione chi l’ha costruita fino ad ora. La nostra media elo è 1890, Lazio Scacchi schiera una media elo di 1892 quindi estremo equilibrio in tutte e 4 le scacchiere. Lazio non ha più speranze di promozione e gli basta un pareggio per essere sicura della salvezza anche ipotizzando (difficile da pensare) che Frascati vinca con l’altra prima in classifica. Partiti e Menichelli purtroppo entra in troppe complicazioni e perde in prima scacchiera (peraltro a lui capitava l’avversario peggiore). Marta pareggia subito il conto vincendo la sua ed è 1 a 1. In terza scacchiera Pedrinzani ha un finale inferiore ma il suo avversario che sembra aver trovato il lungo piano per sfruttare il vantaggio posizionale, accelera e finisce per perdere: è 2 a 1 per noi. Quarta scacchiera apoteosi finale con Pardo che porta a casa il punto intero, finisce 3 a 1 e promozione appesa al risultato di Frascati: se Quattro Torri ha vinto 4 a 0 sono primi loro, con un qualsiasi altro risultato inferiore siamo primi noi
Epilogo:
Colpo di scena. Quattro Torri non solo non ha vinto 4 a 0 con Frascati ma ha addirittura perso in casa 1,5 a 2,5. Siamo primi da soli con 8 punti e promossi in B, segue Quattro Pedoni che scavalca Quattro Torri a 7 e Quattro Torri ferma a 6. In zona retrocessione altro coup de theatre: Frascati mai morta sale a 5 e scavalca Lazio Scacchi ferma a 4. Retrocedono Lazio Scacchi e Ostia.

Ivano Pedrinzani