International Chess Festival “Roma Città Aperta”

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Presentazione

Diciamo subito che non è “un torneo” ma “il torneo” di Roma, il più importante che si tiene nella Capitale e uno dei maggiori in Italia.

Il Festival, nato nel 2016 tra mille difficoltà molte preventivabili, altre inattese, ha sancito il ritorno dei grandi scacchi a Roma dopo -colpevolmente per tutto il movimento scacchistico- troppi anni di assenza. Nei due anni di vita ha saputo confermarsi sia come numero di partecipanti (mediamente 170 giocatori nelle due edizioni precedenti), sia nel suo carattere  internazionale (presenti giocatori provenienti da 31 nazioni e 4 Continenti), sia come tasso tecnico (12 i GM Maestri presenti in media nelle due edizioni precedenti).

Perché “Roma Città Aperta” e perché al “Pigneto”?

Roma Città Aperta perché la Scuola Popolare di Scacchi ha voluto far proprio il motto della Federazione Scacchistica Internazionale “Gens Una Sumus”, parole che oggi  suonano sempre più attuali e che purtroppo  necessitano di nuova riaffermazione. Il fine palese di Roma Città Aperta è proprio questo: di sottolineare lo spirito di accoglienza e fratellanza che anima noi organizzatori e, nelle intenzioni, tutta la Città.

Al Pigneto perché questo quartiere, attualmente uno dei luoghi principe della movida romana, rimane però orgoglioso della sua Storia. Oggi le decine di stradine, spesso nascoste, sono piene di ristoranti dove assaporare la vera cucina romana e di osterie dove bere un buon vino con gli amici, ma questa borgata venuta fuori senza piano regolatore e cresciuta disordinatissima con l’immigrazione povera del centro sud ha la sua anima  ancora nel susseguirsi di orti, casette e officine che ne fecero a suo tempo la casa del sottoproletariato e dei poveri manovali a giornata che per sfuggire la legge ed evitare l’abbattimento dovevano costruire la casa in una notte. E mentre Roma con il boom economico cambiava la fisionomia delle periferie con palazzoni e prati incolti, il Pigneto rimaneva un’isola destinato ad attrarre i grandi maestri del neorealismo italiano e a trasformarsi in un gigantesco set a cielo aperto. In via Montecuccoli RossellIni girava appunto il capolavoro “Roma Città Aperta”, le limitrofe Via Alberto da Giussano e Via Fanfulla da Lodi venivano scelte da Luchino Visconti per “Bellissima” con Anna Magnani e da Pasolini con “Accattone” mentre l’esigenza degli ultimi delle società di costruire in una notte la loro baracca veniva raccontata da De Sica ne “Il tetto”. Tutto questo rimane oggi nella edilizia rimasta fedele alle origini, nelle numerose targhe che ricordano il tributo di sangue che questo quartiere versò come covo (non poteva essere altrimenti) della Resistenza, nei murales che spuntano un po’ dovunque, nella multietnicità che lo caratterizza.

“Erano giorni stupendi, in cui l’estate ardeva ancora purissima, appena svuotata un po’ dentro, dalla sua furia. Via Fanfulla da Lodi, in mezzo al Pigneto, con le casupole basse, i muretti screpolati, era di una granulosa grandiosità, nella sua estrema piccolezza”. Pier Paolo Pasolini

Anche quest’anno Vi attendiamo: per darvi la possibilità di giocare un torneo di alto livello e per farvi conoscere e assaporare la vera Roma.