Il mio primo torneo

di Giovanni Contieri

Gli amici SPS esordienti al Torneo di Primavera 2021 dell’Accademia Scacchistica Romana

In questo periodo di pandemia non pensavo fosse possibile partecipare ad un torneo di scacchi che non fosse virtuale.  Tuttavia, incoraggiato dal direttivo della Scuola Popolare, ho preso l’iniziativa e mi sono iscritto al torneo primaverile dell’Accademia Scacchistica Romana.

Durante tutta la settimana prima che cominciasse il torneo ero emozionato come un bambino quando aspetta di aprire i regali di Natale la notte del 24 Dicembre!

 Ad accompagnarmi nella preparazione di questo esordio così significativo per me c’è stato il mio maestro e allenatore CM Giacomo Alessandrini, con il quale ho cominciato un percorso che mi permette, grazie alla sua competenza e sensibilità di coltivare con il sorriso questa grande passione per gli scacchi e non solo.

Ci tengo a specificare e spiegare cosa intendo realmente con questo “non solo”.

Comunemente si potrebbe pensare che gli scacchi siano solo un gioco dove si cerca di dare scacco matto all’avversario, e ciò è corretto perché effettivamente questo è l’obiettivo concreto di questo gioco che a me personalmente piace chiamare “disciplina”.

Tale definizione si sposa maggiormente con la mia concezione degli scacchi poiché dietro ad una mossa, ad una strategia adottata, ad una partita, ad una vittoria o una sconfitta, si cela il volto della personalità del giocatore che si esprime attraverso il suo comportamento. Personalmente, grazie a questo torneo di scacchi ho avuto la possibilità di ascoltare la voce della mia fragilità, ovvero l’impulsività, che quando prevale conduce a posizioni instabili e poco chiare sulla scacchiera.

Con questo riferimento credo si possa comprendere perché disciplina è la parola che adotto, poiché quando giochiamo a scacchi attraverso i pezzi, e in base a dove e come li collochiamo, sottilmente raccontiamo chi siamo e attraverso l’ascolto interiore e la forza di volontà si può cogliere l’opportunità di poter comprendere e disciplinare alcune parti nascoste di noi e quindi accompagnarci verso un miglioramento che va oltre il proprio livello tecnico scacchistico.

Vivere quest’esperienza di crescita personale con la melodia delle risate, con la calorosità del gruppo (da questo punto di vista siamo una combriccola di Grandi Maestri!)  e con la passione per gli scacchi che ci accomuna, ha reso speciale e gioiosa questa nuova avventura. E già pregusto la prossima.